Vi siete mai sentiti così immersi in un’attività e orientati verso un obiettivo da perdere la cognizione del tempo? Talmente assorti da procedere in modo quasi automatico, sentendovi sia incredibilmente lucidi che in una sorta di trance dove tutto semplicemente scorre?
Questo stato di coscienza è detto Flow e può esservi capitato di provarlo durante lo studio di temi appassionanti, la pratica dei vostro sport preferito, la redazione di un report, una presentazione importante, la lettura di un libro, mentre cucinate o andate a correre. Insomma, le attività che possono suscitare il Flow sono molte, dobbiamo solo scoprirle o favorire le condizioni affinché si manifestino.
Il Flow, detto anche “Flow di performance” – oppure esperienza ottimale – viene studiato dagli psicologi a partire dagli anni Novanta, prima nel mondo dell’arte e poi dello sport, fino all’incredibile scoperta che tale stato si manifesta più spesso nel lavoro che negli altri ambiti. Si tratta, inoltre, di uno stato mentale ricercato e raccontato da diverse culture da migliaia di anni; si pensi ad esempio a quella che i greci chiamavano Estasi: un’esperienza mistica della mente estraniata dal corpo. Oggi il Flow è ciò che cercano, provano e sostengono nel tempo artisti immersi nella propria arte, atleti durante le loro performance e high performer nelle organizzazioni di successo.
Le caratteristiche principali dell’esperienza ottimale sono: la totale immersione nell’attività, la focalizzazione sull’obiettivo da raggiungere, la perdita del senso del tempo e del sé e la piacevolezza di ciò che si sta svolgendo. Durante lo stato di Flow si verifica la cosiddetta “ipofrontalità transitoria”, una parte del cervello si “spegne” consentendo una maggiore concentrazione e l’utilizzo delle risorse cognitive disponibili. La nostra mente elimina tutto ciò che è distrazione e che limiterebbe l’efficacia di quello che stiamo facendo, in modo da destinare le energie all’attività in corso. Nel Flow si è completamente nel qui e ora, il cortisolo (l’ormone dello stress) diminuisce, le distrazioni scompaiono e aumenta il pensiero creativo. Le sostanze coinvolte, tra cui dopamina, serotonina ed epinefrina – conosciute anche come pleasure drug – contribuiscono a creare una sensazione di benessere e soddisfazione, motivo per cui il Flow è un’esperienza che crea una sana dipendenza.
Quando avete provato lo stato di Flow? Tutte le persone sperimentano questa esperienza in modo naturale, e le attività che ne suscitano l’attivazione hanno delle caratteristiche in comune. Conoscerle ci consente di poter replicare tali condizioni. Essere consapevoli dei propri stati di Flow e degli elementi che li scatenano è ciò che può permetterne la replica e può far provare piacere nel lavoro.
Focalizzandovi rispetto a una specifica circostanza in cui avete provato Flow, prendete un foglio, piegatelo in quattro e scrivete ciascuna domanda in un diverso quadrante:
- Quali attività specifiche ho svolto?
- Quali risultati ho raggiunto?
- Quali feedback ho ottenuto e in che modo?
- Cosa ho imparato?
Rispondendo a tali quesiti identificherete gli elementi chiave del vostro stato di Flow:
- si deve trattare di attività autoteliche, ovvero che vi piacciono, che fate con passione e per cui siete motivati non solo dal risultato o da ciò che potete ottenere, ma soprattutto dallo svolgimento. Questo è ciò che promuove la massima concentrazione e l’impegno per il raggiungimento dell’obiettivo;
- deve seguirne un feedback chiaro: dopo lo stato di Flow saprete senza alcun dubbio di aver concluso la vostra attività in modo efficace, perché è il compito stesso a provarlo (ad esempio, la chiusura del bilancio) oppure perché qualcuno lo fornisce (ad esempio, dopo una presentazione il comportamento verbale e non verbale dei presenti);
- avrete sicuramente imparato qualcosa di nuovo o migliorato le vostre abilità, perché la sfida percepita è alta, ovvero le attività o l’obiettivo da raggiungere devono leggermente superare le vostre capacità per essere sfidanti.
In che modo potete promuovere lo stato di Flow nel vostro lavoro e in quello del team?
Gli elementi chiave per la promozione di un contesto in cui scorre il Flow sono la passione, il feedback e la sfida percepita. Quindi, per promuovere il vostro Flow potete: identificare le attività autoteliche, ricercare il feedback oppure definire dei KPI e, infine, porvi sfide continue tramite obiettivi di miglioramento.
Per promuovere il Flow di collaboratori e collaboratrici indagate e sostenete gli aspetti per cui hanno più passione nella loro area di responsabilità, ricordatevi di fornire feedback ricorrenti e di definire con loro obiettivi da raggiungere che siano ambiziosi e raggiungibili per tutto il team.